Nuovo piano poste nello spirito della legge Realacci. Escluse chiusure e rimodulazioni orarie nei comuni con meno di 5000 abitanti

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Nuovo piano poste nello spirito della legge Realacci. Escluse chiusure e rimodulazioni orarie nei comuni con meno di 5000 abitanti.

“Arriva da Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, la prima risposta concreta alla legge sui piccoli Comuni recentemente approvata dal Parlamento. Il nuovo piano di Poste, esposto oggi in audizione alla Camera, esclude infatti chiusure e rimodulazioni orarie degli uffici postali nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, se non in condivisione con gli enti locali e in piena aderenza allo spirito della nuova legge sui piccoli Comuni”. Lo afferma il coordinatore dei piccoli Comuni dell’Anci, Massimo Castelli, che aggiunge: “L’Anci ha da sempre prestato massima attenzione e impegno nel favorire il confronto nazionale e territoriale tra tutte le istituzioni interessate e Poste, e questo è un risultato concreto”.
“Lo stesso approccio – aggiunge Castelli – dovrà ora essere portato avanti nel monitorare la qualità del servizio relativamente alla consegna della posta a giorni alterni, tenendo conto delle direttive comunitarie su tale specifica modalità di servizio, valorizzando la capillarità delle rete postale e le potenzialità dei servizi in formato elettronico, offrendo al cittadino nuove opportunità e mantenendo la prossimità di uno dei servizi maggiormente sentiti sul territorio nazionale, anche nei casi di fusioni tra Comuni. L’Anci da parte sua proseguirà la propria azione a tutela del servizio postale tenendo conto di questi ‘valori’, a garanzia del mantenimento della funzione di presidio dello Stato in particolare nei piccoli Comuni, nelle aree montane e interne di cui è caratterizzato oltre il 60% del nostro Paese”, conclude Castelli.
Si ricorda che la legge per i piccoli Comuni prevede, tra l’altro, la possibilità per i Comuni o le frazioni non serviti dal servizio postale di stipulare apposite convenzioni con Poste italiane per effettuare i pagamenti di imposte comunali, tasse, bollette e vaglia presso gli esercizi commerciali.
Per garantire inoltre uno sviluppo sostenibile e un governo equilibrato  del territorio la nuova normativa stabilisce che i vari Enti competenti promuovano nei Piccoli Comuni l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, servizi postali compresi. A tale scopo i Piccoli Comuni possono istituire anche in forma associatacentri multifunzionali per l’erogazione delle prestazioni.

La posizione di Anci Abruzzo:

Ridimensionamento uffici postali: Anci Abruzzo conferma la netta contrarietà. La Direzione Nazionale delle Poste ha comunicato che sono in fase di valutazione le riduzioni di sportelli postali che riguarderanno ben 274 uffici in Abruzzo. In molti Comuni gli uffici aprirebbero solo due volte alla settimana, in altri poche ore al giorno ed in tanti comuni chiuderebbero definitivamente. La nota di Poste Italiane non rassicura, soprattutto per quel riferimento alla fase di valutazione degli interventi collegati alla riforma del Servizio Postale Universale.

Anci Abruzzo esprime contrarietà, ricordando alla Direzione delle Poste che recentemente il Parlamento ha approvato in via definitiva la Legge sui piccoli comuni che garantisce il mantenimento dei servizi postali, specie nelle aree più disagiate quali sono i piccoli comuni. In Abruzzo essi rappresentano la grande maggioranza: sono infatti 249 i municipi con meno di 5000 abitanti, di cui 194 con meno di 2000 abitanti. Questi dati dimostrano la delicatezza della questione dell’impatto sul territorio abruzzese e la necessaria difesa di un presidio strategico per contrastare l’esodo dalle aree interne e montane. Anci Abruzzo rileva inoltre che tale provvedimento annunciato non può adottarsi e che vanno perseguite tutte le strade finalizzate a dare risposte alle esigenze di tutti i cittadini a partire da chi vive nei centri piccoli. Anci Abruzzo si appella pertanto ai parlamentari ed al Governo, affinché intervengano per il rispetto della legge e si impegna a dare il pieno sostegno, anche legale, ai sindaci interessati per la tutela degli ultimi servizi dei nostri centri, soprattutto montani. Per nostro conto abbiamo segnalato ad Anci nazionale la situazione portata all’attenzione dal documento di Poste, affinché sia affrontata nel tavolo nazionale istituito con Poste Italiane. Il Presidente di Anci Abruzzo Luciano Lapenna
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