La Terza Sezione del Consiglio di Stato conferma che le amministrazioni possono respingere le istanze di accesso civico quando risultano sproporzionate o tali da compromettere l’efficienza dell’azione amministrativa.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7973 del 10 ottobre 2025 (Sezione III, Pres. De Nictolis, Est. Pescatore), ha ribadito che la pubblica amministrazione può legittimamente negare l’accesso civico generalizzato quando la richiesta risulti manifestamente sproporzionata o tale da comportare un carico di lavoro irragionevole, tale da interferire con il buon andamento dell’amministrazione stessa.
Il principio si applica, in particolare, ai casi di istanze massive che coinvolgano un numero elevato di documenti o dati, oppure a richieste reiterate in tempi ravvicinati da parte dello stesso soggetto (o di soggetti riconducibili a un unico centro di interesse).
La decisione si pone in linea con un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza amministrativa, già espresso in precedenti pronunce (Cons. Stato, sez. III, 14 marzo 2023, n. 2686; 16 febbraio 2021, n. 1426; Adunanza plenaria, 2 aprile 2020, n. 10).
Fonte: Ufficio massimario del Consiglio di Stato



