Nuove regole puntano su qualità scientifica, digitalizzazione e tutela del patrimonio. Maggiori possibilità per associazioni e archivi ecclesiastici.
Il Ministero della Cultura ha aggiornato i criteri per l’assegnazione dei contributi destinati ai progetti di ricerca archivistica e agli archivi di movimenti politici e organismi dei lavoratori, confermando il percorso di modernizzazione avviato nel 2025 dalla Direzione generale Archivi.
Il decreto, firmato dal Direttore generale Antonio Tarasco, privilegia qualità scientifica, accessibilità e interoperabilità delle risorse digitali, rafforzando la tutela del patrimonio documentario. I nuovi criteri ampliano la platea dei beneficiari, includendo associazioni non riconosciute iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e archivi di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.
I contributi finanziano interventi di riordinamento, inventariazione, censimento di fondi documentari, realizzazione di strumenti di corredo e banche dati interoperabili, oltre all’edizione scientifica delle fonti. La presentazione delle domande sarà possibile esclusivamente online, tramite SPID o Carta d’identità elettronica, ogni anno dal 1° al 15 febbraio, mentre i progetti dovranno concludersi entro il 31 ottobre.
La valutazione delle proposte spetta a una commissione del MiC e terrà conto di qualità archivistica, facilità di accesso, valore storico e rischio di perdita dei documenti, con un punteggio specifico per gli archivi di particolare interesse culturale.
I contributi si affiancano a quelli previsti dal Codice dei beni culturali per interventi di restauro, conservazione e riordinamento degli archivi privati dichiarati di interesse culturale, con domande da presentare entro il 31 maggio alle Soprintendenze archivistiche competenti.
Maggiori informazioni nella nota del MIC



