Il riconoscimento del capoluogo abruzzese al centro del confronto europeo a Bruxelles.
“Il riconoscimento dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026 è una responsabilità e un messaggio all’Europa: la cultura può rigenerare i centri storici, creare lavoro e offrire ai giovani le condizioni per restare nei propri territori, rafforzando al tempo stesso la coesione sociale delle aree interne”.
Con queste parole il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha aperto il suo intervento nel corso della 171ª Sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, svoltasi a Bruxelles presso l’emiciclo del Parlamento europeo, durante lo scambio di vedute con il Commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, Glenn Micallef.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, insieme ai rappresentanti dei principali gruppi europei, confermando il rilievo del confronto sul ruolo della cultura nelle politiche europee e territoriali.
“Se c’è un ambito in cui l’Europa può dimostrare di essere più della somma dei propri Stati, è proprio la cultura – ha proseguito Biondi – perché nasce nei territori, nelle città e nelle comunità, ed è lì che va sostenuta ogni giorno”. Il sindaco ha richiamato l’esperienza dell’Aquila, città che ha saputo trasformare la tragedia del sisma del 2009 in un percorso di rinascita fondato anche sulla valorizzazione culturale, ricostruendo non solo gli spazi ma anche il senso di appartenenza.
Un messaggio che si inserisce pienamente nella visione di Anci, che da tempo sottolinea il ruolo strategico dei Comuni nella promozione culturale e nello sviluppo dei territori. La cultura, in questa prospettiva, non è solo un elemento identitario, ma uno strumento concreto di rigenerazione urbana, inclusione sociale e crescita economica, soprattutto nelle aree interne.
“Se vogliamo un’Europa più vicina ai cittadini – ha evidenziato Biondi – è necessario riconoscere città e regioni come co-creatori delle politiche, non semplici esecutori”. Una posizione che riflette l’impegno di Anci nel rivendicare maggiore coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali, a partire dalla definizione delle politiche culturali e dei programmi europei.
Per Anci è infatti fondamentale che la governance multilivello valorizzi il contributo dei territori, garantendo strumenti adeguati, risorse accessibili e un quadro normativo che sostenga le capacità progettuali dei Comuni.
“L’Aquila, nel 2026, porterà sul palcoscenico europeo un messaggio chiaro: la cultura è un bene comune, un motore di rinascita e uno dei pilastri per costruire un’Europa più coesa e vicina ai cittadini”, ha concluso il sindaco. Un impegno che Anci condivide e sostiene, riconoscendo nella cultura una leva fondamentale per rafforzare il ruolo dei Comuni e promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato, inclusivo e sostenibile.



