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Capitale italiana del libro 2026: parte la procedura di selezione

Per richiedere informazioni gli enti interessati possono scrivere all’indirizzo capitaledellibro@cultura.gov.it, inserendo nell’oggetto la dicitura: “Informazioni per Capitale italiana del libro 2026”

Massimo Luciani by Massimo Luciani
Aprile 4, 2025
in Cultura - Sport - Politiche giovanili - Pari Opportunità - Servizio civile
0
Capitale italiana del libro 2026: parte la procedura di selezione

On line il bando del ministero della Cultura per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del libro” per l’anno 2026 e le relative Linee guida . I Comuni che intendono partecipare possono inviare  la propria candidatura e la relativa documentazione a mezzo PEC all’indirizzo capitaledellibro@pec.cultura.gov.it, entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando.
Per richiedere informazioni è possibile scrivere all’indirizzo di posta elettronica ordinaria capitaledellibro@cultura.gov.it, inserendo nell’oggetto la dicitura: “Informazioni per Capitale italiana del libro 2026”

Il Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura ha pubblicato il Bando che individua obiettivi e modalità di partecipazione per i comuni italiani che vogliono concorrere per il titolo del 2026. L’iniziativa “Capitale italiana del libro” concorre al perseguimento degli obiettivi e delle finalità del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura e intende favorire progetti, programmi e attività per la promozione della lettura, intesa anche come strumento a sostegno delle comunità in termini di coesione e inclusione sociale e per lo sviluppo della partecipazione pubblica. I progetti contenuti nel dossier del Comune cui viene conferito il titolo di ‘Capitale italiana del libro’ per il 2026 sono finanziati secondo le disponibilità finanziarie e, in ogni caso, entro il limite di spesa di 500.000,00 euro.

Il Bando Capitale italiana del libro si prefigge i seguenti obiettivi specifici: a) migliorare l’offerta culturale, la crescita dell’inclusione sociale e il contrasto della povertà educativa, in considerazione delle esigenze della comunità locale di riferimento; b) rafforzare la coesione e l’inclusione sociali, nonché lo sviluppo della partecipazione pubblica; c) utilizzare le nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e di altre categorie a rischio di esclusione sociale e dalle innovazioni tecnologiche, quali gli anziani e i disabili; d) promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità nei settori culturali e creativi; e) conseguire risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale, anche con riferimento all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU; f) diffondere l’abitudine alla lettura e favorire l’aumento del numero dei lettori, valorizzando l’immagine sociale del libro e della lettura nel quadro delle pratiche di consumo culturale; g) promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, incentivandone la diffusione e la fruizione; h) valorizzare le buone pratiche di promozione della lettura realizzate da soggetti pubblici e privati, rafforzandone la collaborazione; i) valorizzare la diversità della produzione editoriale; l) promuovere la dimensione interculturale e plurilingue della lettura nelle istituzioni scolastiche e nelle biblioteche.

I Comuni interessati a partecipare alla selezione, entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando sul sito del MiC, presentano apposita istanza firmata digitalmente dal Sindaco del Comune in qualità di rappresentante legale dell’ente, con allegato un dossier di candidatura. La selezione delle candidature avviene sulla base dei seguenti criteri: a) coerenza del progetto rispetto alle finalità e agli obiettivi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto ministeriale; b) efficacia del progetto come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale, con particolare riferimento alle giovani generazioni; c) previsione di forme di cofinanziamento pubblico e privato, condivisione progettuale con altri enti territoriali e con soggetti pubblici e privati portatori di interesse presenti sul territorio; d) innovatività e capacità delle soluzioni proposte di fare uso di nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e del potenziamento dell’accessibilità da parte dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, lett. c), del decreto ministeriale; e) eventuale sottoscrizione di un “Patto locale per la lettura”; f) capacità di promuovere le città attraverso la valorizzazione della cultura del libro e dei festival letterari; g) impatti concreti e prevedibili del progetto sul medio-lungo periodo, anche oltre l’anno in cui la città è ‘Capitale italiana del libro’.

Al fine di valutare le candidature, è costituita, con decreto del Ministro della cultura, una Giuria della città ‘Capitale italiana del libro, anno 2026’, composta da 5 esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura e dell’editoria, di cui tre – incluso il Presidente – designati dal Ministro e due designati dalla Conferenza Unificata. La Giuria opera presso il Dipartimento con il supporto di un’apposita Segreteria tecnica, istituita con decreto del Capo Dipartimento per le attività culturali, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La partecipazione alla Giuria non dà titolo a compensi, gettoni di partecipazione, indennità, compensi o emolumenti comunque denominati. I componenti della Giuria non devono aver avuto rapporti di collaborazione di alcun genere, nei due anni antecedenti all’insediamento dell’organo, con i Comuni che hanno presentato domanda di candidatura e non devono trovarsi in alcuna situazione di conflitto d’interessi o incompatibilità rispetto ai medesimi.

Entro il 15 settembre 2025, la Giuria esamina le candidature ammesse e individua fino a dieci progetti finalisti. Nel caso in cui pervenga, nei termini stabiliti, un numero particolarmente elevato di candidature, la Giuria può operare una preselezione, condotta sulla base di un primo scrutinio del dossier di candidatura basato sulla verifica dei requisiti, e sulla esaustività del dossier, valutata in termini di completezza, chiarezza e coerenza intrinseca. Entro il 1° ottobre 2025, la Giuria invita ciascuno dei Comuni responsabili della predisposizione dei progetti finalisti ad una presentazione pubblica finalizzata ad illustrare ed approfondire il dossier di candidatura, ai fini della valutazione finale.

A seguito della valutazione finale, entro il 15 ottobre 2025, la Giuria sottopone al Ministro della cultura il progetto della città che intende proporre come ‘Capitale italiana del libro’ per l’anno 2026, corredato di una relazione motivata. Il titolo per l’anno 2026 è conferito dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della cultura.

Il conferimento del titolo, di durata annuale, è stato istituito con Legge 13 febbraio 2020 n. 15. La prima Capitale italiana del Libro è stata Chiari (Bs), nel 2020, alla quale il riconoscimento è stato attribuito per legge dal Consiglio dei Ministri per le attività di promozione della lettura quale strumento per sostenere la comunità attraverso i canali social dell’amministrazione comunale durante il lockdown. Nel 2021 Vibo Valentia, nel 2022 Ivrea, nel 2023 Genova, nel 2024 Taurianova e Subiaco nel 2025.

Bando Capitale italiana del libro 2026

 

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