La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il riconoscimento del compenso aggiuntivo a chi svolge incarichi di livello superiore rispetto al proprio inquadramento
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16943 del 24 giugno 2025, ha stabilito importanti chiarimenti sul diritto al trattamento economico dei collaboratori pubblici assunti a tempo determinato. Secondo la sentenza, i collaboratori ex art. 90 del TUEL che svolgono in modo prevalente mansioni superiori rispetto al proprio inquadramento hanno diritto alla differenza retributiva tra la categoria superiore e quella di appartenenza.
Il riconoscimento economico è previsto anche in assenza di un formale provvedimento del superiore o se l’assegnazione risulta nulla, e può comprendere la retribuzione individuale di anzianità. Tuttavia, il diritto non sussiste se le mansioni sono state svolte contro la volontà dell’ente, in modo fraudolento o in contrasto con norme fondamentali e principi pubblicistici dell’ordinamento.
La decisione ribadisce così i limiti e le condizioni per la valorizzazione economica dei collaboratori impegnati in incarichi superiori, garantendo la tutela del diritto al giusto compenso senza compromettere la legalità della gestione pubblica.
Fonte: Rassegna massimario della Corte di Cassazione



