La Corte di Cassazione chiarisce che l’imposta municipale sugli immobili scatta già quando il fabbricato è ultimato o utilizzato, anche se non ancora registrato al catasto
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15975 del 15 giugno 2025, ha precisato i criteri di applicazione dell’Imu sugli immobili. Secondo la Suprema Corte, l’iscrizione al catasto rappresenta un presupposto sufficiente ma non necessario per l’assoggettamento al tributo. In pratica, l’imposta è dovuta già dal momento in cui l’immobile può essere considerato un “fabbricato”, ossia quando i lavori sono completati o l’unità è già utilizzata, anche se non ancora registrata ufficialmente.
La pronuncia è intervenuta su un caso in cui alcuni fabbricati erano stati demoliti, ma risultavano ancora censiti al catasto con rendita attribuita. La Corte ha chiarito che la semplice demolizione non modifica automaticamente l’obbligo fiscale: è necessaria una dichiarazione che registri la variazione dell’imponibile, trasformando il presupposto da “unità immobiliare” a “area edificabile” con riferimento al valore venale.
Questa sentenza conferma l’orientamento della giurisprudenza secondo cui la tassazione degli immobili non dipende esclusivamente dall’iscrizione catastale, ma dal reale possesso e utilizzazione dei beni.
Fonte: Rassegna massimario della Corte di Cassazione



