L’Agenzia delle Entrate potrà trattenere direttamente fino a 1/7 dello stipendio dei dipendenti pubblici con debiti superiori a 5.000 €, senza passare dal giudice
Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova norma che permette il pignoramento diretto dello stipendio dei dipendenti pubblici in caso di debiti fiscali. La misura riguarda chi ha debiti superiori a 5.000 euro e stipendi netti mensili superiori a 2.500 euro. Le trattenute saranno automatiche e applicate direttamente “alla fonte”, fino a 1/7 o 1/10 dello stipendio, garantendo comunque il minimo vitale impignorabile.
L’obbligo di verifica e trattenuta ricade sull’Amministrazione Pubblica, che dovrà accertare eventuali inadempienze prima di erogare pagamenti superiori a 5.000 euro. Il servizio “Verifica inadempimenti” dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione supporta le Pubbliche Amministrazioni nell’individuare i debitori e facilitare la riscossione, consentendo anche controlli multipli contemporaneamente.
La normativa, introdotta dalla Legge 30 dicembre 2024 n. 207 e regolata dal D.P.R. 602/1973, estende le verifiche a tutti i compensi legati al rapporto di lavoro, comprese indennità e somme dovute in caso di licenziamento. Circolari della Ragioneria Generale dello Stato precisano modalità operative e ambiti di applicazione, esclusi i pagamenti tra Amministrazioni pubbliche incluse nell’elenco ISTAT annuale.



