Il DECRETO LEGISLATIVO recepisce la direttiva RED III, elevando l’obiettivo UE di energia rinnovabile al 42,5% entro il 2030 e introducendo le “zone di accelerazione” (go-to areas) con autorizzazioni semplificate e veloci. L’obiettivo è sbloccare l’installazione di nuovi impianti e definire target vincolanti per industria e trasporti, in particolare sull’uso dell’idrogeno verde
Il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame preliminare del decreto legislativo proposto dal Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica per recepire la direttiva UE 2023/2413, nota come RED III (Renewable Energy Directive III). Questo provvedimento è cruciale per l’impegno dell’Italia verso la transizione ecologica.
Obiettivo UE sale al 42,5%
La nuova direttiva innalza l’obiettivo vincolante dell’Unione Europea per la quota di energia da fonti rinnovabili al 42,5% entro il 2030. L’attuazione della RED III da parte dell’Italia mira a sbloccare e accelerare in modo significativo l’installazione di nuovi impianti.
Go-to areas per procedure record
L’elemento più innovativo è l’introduzione delle “zone di accelerazione” o go-to areas, aree designate in cui le procedure di autorizzazione per i progetti di energia rinnovabile saranno drasticamente semplificate e velocizzate. L’obiettivo è fissare un limite massimo di dodici mesi per ottenere i permessi necessari, rimuovendo così uno dei maggiori ostacoli alla diffusione delle rinnovabili.
Nuovi obiettivi per industria e trasporti
Oltre all’accelerazione degli impianti, il decreto introduce nuovi obiettivi vincolanti e mirati per settori strategici. Per l’industria, sono previsti target specifici sull’uso dell’idrogeno verde. Nel settore dei trasporti, l’intervento punta a una decisa riduzione dell’intensità dei gas serra. Il testo prevede, infine, anche un aggiornamento per migliorare la sostenibilità della bioenergia.
In sintesi, l’Italia si dota degli strumenti normativi per centrare l’obiettivo europeo del 2030, puntando sulla semplificazione burocratica come leva principale per l’espansione delle rinnovabili.
Fonte: Consiglio dei Ministri



