Un decreto del Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare istituisce il nuovo titolo annuale dedicato alla cultura marittima. Un milione di euro al comune vincitore dal 2026
Il Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare ha istituito ufficialmente il titolo di “Capitale italiana del mare”, un riconoscimento annuale destinato ai comuni costieri che sapranno proporre i migliori progetti di valorizzazione della cultura marittima. Il decreto, firmato dal ministro Nello Musumeci di concerto con il Ministero dell’Economia, punta a promuovere la conoscenza del mare, la tutela della biodiversità, l’uso sostenibile delle risorse marine e, più in generale, la crescita della cosiddetta economia blu.
A partire dal 2026, il comune designato “Capitale italiana del mare” riceverà un contributo di un milione di euro per realizzare le attività inserite nel proprio progetto annuale. La selezione avverrà tramite una procedura pubblica: per la prima edizione, il Dipartimento per le Politiche del mare ha pubblicato L’ avviso .
Alla selezione per il conferimento di “Capitale italiana del mare” possono candidarsi tutti i Comuni costieri del territorio nazionale.
Per il finanziamento del programma delle attività di promozione della cultura marittima previste dal Comune annualmente designato “Capitale italiana del mare” è prevista la concessione del contributo di 1 milione di euro.
Termine per la presentazione delle domande di partecipazione: 20 gennaio 2026.
La candidatura deve essere redatta secondo le Linee guida, utilizzando il modulo di domanda di partecipazione e il modulo di presentazione della proposta progettuale disponibili sul sito Anci al seguente indirizzo: https://www.anci.it/al-via-procedura-selezione-per-conferire-il-titolo-di-capitale-italiana-del-mare-per-lanno-2026/ o sul sito del Dipartimento per le politiche del mare – Presidenza del Consiglio dei Ministri – al seguente link: https://www.dipartimentopolitichemare.gov.it/it/bandi-e-avvisi/capitale-italiana-del-mare/procedura-di-selezione-anno-2026/
I dossier dovranno indicare un programma annuale di iniziative culturali, interventi di valorizzazione dei beni marittimi, strategie di governance, sostenibilità economica e obiettivi misurabili. Una giuria di cinque esperti indipendenti valuterà le proposte sulla base di criteri che includono coerenza con gli obiettivi del decreto, innovazione, capacità di fare rete con enti pubblici e privati, infrastrutture permanenti e valorizzazione dei territori marinari.
Il progetto si inserisce nel più ampio quadro delle politiche nazionali ed europee dedicate al mare, in linea con il Piano del mare 2023-2025 e con il Patto europeo per gli oceani. Una volta ottenuto il titolo, il comune dovrà garantire la massima trasparenza delle attività e, al termine dell’anno, presentare un rapporto sui risultati raggiunti. Non potrà inoltre ripresentare la propria candidatura per i cinque anni successivi.
Con questo nuovo strumento, il Governo punta a rafforzare la cultura del mare e a stimolare progetti di sviluppo sostenibile nei territori costieri, sostenendo al tempo stesso la crescita e l’innovazione legate alle economie marittime.



