Il nuovo decreto-legge rafforza la responsabilità dei soggetti attuatori, introduce cronoprogrammi obbligatori e proroga le strutture di missione per garantire il raggiungimento degli obiettivi entro la scadenza Ue
Il governo lancia il nuovo schema di decreto-legge per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), aggiornato alla revisione Ue del 27 novembre 2025, con l’obiettivo di accelerare gli interventi, rafforzare la capacità amministrativa e assicurare il conseguimento dei target entro il 31 dicembre 2026.
Il provvedimento, articolato in 32 articoli, introduce un monitoraggio mensile obbligatorio per i soggetti attuatori, che dovranno aggiornare ogni mese sul sistema informatico ReGiS il cronoprogramma delle attività, consentendo così di rilevare eventuali criticità e attivare poteri sostitutivi.
Per garantire la continuità delle verifiche anche dopo la conclusione del Piano, le Strutture e le Unità di missione Pnrr saranno prorogate fino al 2029. La Presidenza del Consiglio potrà inoltre assumere 26 unità di personale non dirigenziale per non disperdere le competenze accumulate.
Il decreto prevede semplificazioni in diversi settori: ambiente e rinnovabili con programmi per biometano, agrivoltaico e comunità energetiche; università e housing studentesco senza obbligo di piani attuativi per interventi in aree urbanizzate; infrastrutture ferroviarie con delega dei poteri di esproprio a Rfi; sanità con procedure semplificate per malati cronici e rari e nuovi criteri contrattuali basati sulla qualità.
Infine, le opere escluse dal finanziamento Pnrr continueranno a beneficiare delle stesse misure di semplificazione, garantendo che il cambio di fonte non blocchi i cantieri e che il monitoraggio finanziario e procedurale prosegua anche dopo il 2026.



