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Home Ambiente - Mobilità - Rifiuti

Record europeo per le rinnovabili: il 47,3% dell’elettricità UE è green. Per i Comuni italiani si aprono nuove opportunità con le CER

segreteria di segreteria
Marzo 23, 2026
in Ambiente - Mobilità - Rifiuti
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Record europeo per le rinnovabili: il 47,3% dell’elettricità UE è green. Per i Comuni italiani si aprono nuove opportunità con le CER

I dati Eurostat 2025 confermano la crescita delle fonti rinnovabili in Europa. Il solare guida l’espansione con un +24,6%. Per le amministrazioni locali, l’occasione concreta si chiama Comunità Energetica Rinnovabile.

47,3% Elettricità UE da rinnovabili (2025) +24,6% Crescita solare UE vs 2024 92,4% Record Danimarca (vento)

 

Il quadro europeo: una transizione che accelera

Nel 2025, l’Unione Europea ha raggiunto un nuovo traguardo storico nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili: il 47,3% dell’intera generazione elettrica comunitaria proviene ora da fonti pulite, in leggero aumento rispetto al 47,2% registrato nel 2024. Lo confermano i dati Eurostat pubblicati nel dataset nrg_cb_pem, che fotografano un continente sempre più proiettato verso la decarbonizzazione del proprio sistema energetico.

La fonte rinnovabile dominante rimane il vento, che contribuisce per il 37,5% del totale delle rinnovabili. Il solare si conferma al secondo posto con il 27,5%, seguito dall’idroelettrico (25,9%). Il restante 9% è distribuito tra bioenergie (8,5%) e geotermico e altre fonti (0,5%).

«Il solare è la fonte rinnovabile a crescita più rapida in Europa: +24,6% nel 2025. Una tecnologia sempre più accessibile anche per i Comuni di piccola e media dimensione.»

 

Il boom del solare: la fonte più dinamica d’Europa

Il dato più rilevante per le politiche energetiche locali riguarda l’energia solare, che nel 2025 ha registrato un incremento del 24,6% rispetto all’anno precedente — la crescita più elevata tra tutte le fonti rinnovabili. Questo trend riflette la rapida discesa dei costi dei pannelli fotovoltaici, l’accelerazione degli incentivi nazionali e comunitari e la diffusione di modelli di autoproduzione e condivisione dell’energia.

In senso contrario, la produzione idroelettrica ha subito una contrazione dell’11,8%, imputabile in larga misura a condizioni climatiche sfavorevoli — siccità prolungate in diverse aree del continente — che hanno ridotto le portate dei principali bacini idrici europei.

 

Il ranking europeo: chi guida e chi è in ritardo

Il confronto tra i 27 Stati membri rivela differenze significative nei livelli di penetrazione delle rinnovabili nel mix elettrico nazionale:

Paese % da rinnovabili Fonte prevalente Posizione
Danimarca 92,4% Eolico 1ª
Austria 83,1% Idroelettrico 2ª
Portogallo 82,9% Idro + Eolico 3ª
Media UE 47,3% Eolico + Solare —
Slovacchia 17,8% — 25ª
Cechia 16,6% — 26ª
Malta 16,2% — 27ª

 

La Danimarca si conferma il modello di riferimento assoluto per la transizione elettrica, con il 92,4% dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili — prevalentemente eoliche. Austria e Portogallo seguono con oltre l’80%, dimostrando come dotazioni idriche e investimenti a lungo termine possano portare a sistemi energetici quasi completamente decarbonizzati.

 

Cosa significa per i Comuni italiani: il ruolo delle CER

Il quadro europeo non è un semplice dato statistico: è il contesto normativo e di mercato dentro cui si collocano le scelte delle amministrazioni locali italiane. Il Decreto legislativo 199/2021, che ha recepito la Direttiva RED II, e il successivo Decreto MASE del 7 dicembre 2023 hanno reso operative le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), aprendo una stagione inedita per i Comuni.

Con le CER, un Comune può diventare soggetto aggregatore: può promuovere la costituzione della comunità, mettere a disposizione edifici pubblici per ospitare impianti fotovoltaici, facilitare l’adesione di famiglie vulnerabili e imprese locali, e beneficiare degli incentivi riconosciuti dal GSE. Il meccanismo premia l’energia condivisa: ogni kWh prodotto e consumato all’interno della medesima cabina primaria genera un incentivo sulla tariffa, oltre allo scambio sul posto virtuale.

«Un Comune che aderisce a una CER non produce solo energia pulita: riduce la bolletta dei propri edifici pubblici, contrasta la povertà energetica e costruisce un modello di governance locale dell’energia.»
Perché i Comuni devono agire ora ▶  Gli incentivi GSE per le CER sono attivi: tariffe premianti fino a 11,9 c€/kWh per l’energia condivisa. ▶  Il PNRR finanzia la transizione energetica dei territori: Missione 2 stanzia risorse per efficienza e rinnovabili. ▶  La direttiva RED III (in recepimento) amplierà ulteriormente il perimetro delle comunità energetiche. ▶  Comuni capofila di CER rafforzano il ruolo istituzionale nella governance energetica locale. ▶  La crescita del solare (+24,6% UE) abbassa i costi di installazione: impianti più economici per tutti.

 

Come avviare una CER: il percorso per l’amministrazione locale

Il percorso per costituire una Comunità Energetica Rinnovabile è articolato ma accessibile anche per i piccoli Comuni. ANCI mette a disposizione supporto tecnico e modelli di statuto. In sintesi, le tappe principali sono: analisi del fabbisogno energetico del territorio e degli edifici pubblici; mappatura dei soggetti potenzialmente interessati (famiglie, imprese, enti pubblici); scelta della forma giuridica (associazione, cooperativa, ente del terzo settore); sviluppo del progetto tecnico dell’impianto; presentazione della domanda di incentivo al GSE.

È fondamentale che il Comune individui con chiarezza il proprio ruolo: può essere membro della CER, soggetto promotore o semplicemente facilitatore istituzionale. In tutti i casi, il coinvolgimento dell’amministrazione locale aumenta la credibilità del progetto e facilita l’accesso ai finanziamenti pubblici.

 

Per gli amministratori locali: i punti chiave

I dati Eurostat 2025 disegnano uno scenario chiaro: l’Europa è nel mezzo di una transizione energetica irreversibile, guidata dal solare e dall’eolico. I Comuni che oggi investono in comunità energetiche rinnovabili non si limitano a produrre energia pulita — costruiscono infrastrutture di governance del territorio, riducono le dipendenze esterne, abbattono le bollette dei propri uffici e scuole, e intercettano fondi europei e nazionali che altrimenti resterebbero inutilizzati.

Il 47,3% europeo non è un traguardo: è un punto di partenza. E per molti Comuni italiani, le CER rappresentano lo strumento più concreto — e oggi più accessibile — per diventare protagonisti di questa transizione.

Fonti: Eurostat, dataset nrg_cb_pem (2025) | Decreto legislativo 199/2021 | Decreto MASE 7 dicembre 2023 | GSE – Gestore dei Servizi Energetici

Tags: Energia rinnovabile
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