I cittadini italiani all’estero per lavoro, studio o cure mediche possono scegliere di votare per posta. Le opzioni devono arrivare al comune di iscrizione entro il termine stabilito per garantire l’invio dei plichi elettorali.
Gli elettori temporaneamente residenti all’estero possono esprimere il proprio voto per corrispondenza in occasione del referendum del 2026. La legge stabilisce che l’opzione di voto debba pervenire al comune di iscrizione nelle liste elettorali entro il 18 febbraio 2025, cioè trentadue giorni prima della consultazione, così da consentire la comunicazione al Ministero dell’Interno e l’invio dei plichi elettorali.
La richiesta può essere inviata tramite posta ordinaria o elettronica, anche non certificata, oppure consegnata a mano da un’altra persona. Deve includere una dichiarazione su carta libera corredata da documento d’identità, l’indirizzo estero dove ricevere il plico e la conferma del possesso dei requisiti di elettorato. Per i familiari conviventi dei temporaneamente all’estero il periodo minimo di tre mesi di residenza all’estero non è richiesto.
Particolari modalità sono previste per le Forze armate e di polizia in missione internazionale e per altri elettori che si trovano temporaneamente all’estero in circostanze speciali: le opzioni possono essere trasmesse anche tramite Uffici consolari o comandi militari.
Il modello ufficiale per l’opzione è disponibile in PDF editabile sui siti di Prefettura e comuni, ma eventuali altre modalità di invio sono valide se rispettano i requisiti di legge. Il rispetto della scadenza è fondamentale per garantire la regolarità della procedura e il diritto di voto.



