Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma unica nazionale informatica del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), per consentire alle persone con disabilità di spostarsi sul territorio nazionale senza dover comunicare preventivamente la targa del proprio veicolo a ogni amministrazione.
La misura è contenuta nel nuovo testo del Codice della strada approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, secondo quanto riportato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il provvedimento punta a rendere effettiva la condivisione delle informazioni sui contrassegni e a semplificare l’accesso alle zone a traffico limitato (ZTL).
La novità di maggiore impatto per gli enti locali riguarda le conseguenze della mancata adesione. In caso di inadempienza, i Comuni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata alle persone con disabilità e alle ZTL.
Il sistema CUDE consente di associare al contrassegno una o più targhe, secondo le modalità previste, rendendo disponibili le informazioni ai Comuni aderenti e agli organi di polizia stradale.
In questo modo, chi si sposta in un Comune diverso da quello di residenza non deve comunicare ogni volta l’ingresso nelle ZTL degli altri territori che partecipano al sistema. La piattaforma, istituita presso l’Archivio nazionale dei veicoli del Ministero, è già operativa: il nuovo intervento mira a rendere obbligatoria l’adesione delle amministrazioni.
Il Ministero non ha indicato, nella comunicazione sulle novità del Codice della strada, una specifica scadenza per l’adeguamento. Termini e modalità operative dovranno pertanto essere verificati sulla base del testo normativo definitivo e delle eventuali disposizioni attuative.
Per gli effetti giuridici e gli obblighi concretamente applicabili agli enti sarà necessario fare riferimento al successivo iter normativo e alla pubblicazione delle disposizioni definitive.
Fonte: Giornale dei Comuni


