Un decreto aggiorna le modalità di distribuzione delle risorse alle Regioni: almeno l’86% sarà assegnato in base agli utenti del servizio, fino al 14% per iniziative educative e promozionali nelle scuole.
Cambiano dal 2026 i criteri di ripartizione del Fondo per le mense scolastiche biologiche. A stabilirlo è il decreto del 30 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 maggio, che aggiorna la disciplina prevista dal decreto interministeriale del 22 febbraio 2018. Il provvedimento, adottato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste insieme al Ministero dell’Istruzione e del Merito, entrerà in vigore a partire dalla distribuzione delle risorse relative all’anno 2026.
Il Fondo continuerà ad essere ripartito tra Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, con quotazione determinata annualmente. Per le Province autonome, tuttavia, le somme assegnate saranno accantonate e acquisite all’erario, come previsto dalla normativa vigente, senza essere trasferite ai rispettivi bilanci.
La quota principale delle risorse, pari ad almeno l’86% del Fondo, sarà distribuita in base al numero dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica rilevati al 31 marzo di ogni anno. Rientrano nel calcolo i dati delle stazioni appaltanti e dei soggetti che erogano il servizio. È inoltre previsto un tetto massimo: il contributo destinato a ciascun soggetto non potrà superare il 16% dell’importo complessivo del Fondo.
Le Regioni beneficiarie dovranno trasmettere entro il 31 luglio di ogni anno una relazione al Ministero dell’Agricoltura per documentare le iniziative realizzate nell’anno precedente ei risultati ottenuti, in particolare rispetto alla riduzione dei costi sostenuti dalle famiglie per il servizio di mensa biologica.
Una quota aggiuntiva, fino al 14% del Fondo, sarà invece assegnata sulla base della popolazione scolastica certificata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le risorse serviranno a finanziare attività di informazione, promozione e accompagnamento al servizio di refezione scolastica. Anche in questo caso le Regioni dovranno rendicontare annualmente, indicando progetti e numero di utenti coinvolti avviano nelle iniziative scolastiche.



