Sono disponibili le nuove linee guida e checklist per l’attuazione, il monitoraggio e la rendicontazione degli interventi finanziati dalla misura per il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità, rivolta ai territori delle aree interne. I documenti, pubblicati nella sezione «Materiali per soggetti attuatori» e approvati con decreto n. 527/2026, aggiornano le indicazioni operative alle evoluzioni del sistema informativo ReGiS e introducono la metodologia dei costi unitari standard per il personale socio-sanitario assistenziale.
L’aggiornamento interessa gli enti e gli altri soggetti attuatori coinvolti nella realizzazione dei progetti, chiamati a utilizzare gli strumenti operativi aggiornati per la gestione degli interventi e dei relativi adempimenti di monitoraggio e rendicontazione.
Gli interventi finanziabili e i destinatari
La misura, identificata oggi come INV2C2I1.1.1 ed ex PNRR M5C3I1.1.1, punta a rafforzare i servizi essenziali e le infrastrutture sociali nelle aree interne, contrastando situazioni di esclusione e marginalità.
Tra gli interventi previsti figurano i servizi di assistenza domiciliare per gli anziani, l’assistenza infermieristica e ostetrica di comunità, il potenziamento di piccoli ospedali privi di pronto soccorso e di alcuni servizi sanitari di base e ambulatoriali. Sono inoltre contemplati lo sviluppo di infrastrutture per l’elisoccorso, il rafforzamento dei centri per le persone con disabilità e la realizzazione o il potenziamento di centri di consulenza, servizi culturali e sportivi e strutture per l’accoglienza dei migranti.
L’obiettivo è migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi nei territori caratterizzati da maggiori difficoltà nell’offerta di prestazioni sociali e sanitarie.
Dagli 803 progetti ammessi al finanziamento nazionale
La procedura di selezione è stata avviata con l’avviso pubblico approvato nel 2022 dall’Agenzia per la coesione territoriale, che aveva stanziato complessivamente 500 milioni di euro per interventi nei Comuni delle aree interne individuate dalla mappatura 2021-2027.
Su 2.550 domande presentate, 2.473 sono state effettivamente valutate, mentre 77 non sono risultate procedibili. Tra quelle esaminate, 2.186 sono state inserite nella graduatoria delle domande idonee e 287 sono state escluse per il mancato raggiungimento della soglia di punteggio o per il superamento dei massimali previsti dall’avviso.
Con il decreto del Direttore generale n. 555 del 6 ottobre 2023 è stata consolidata la graduatoria finale. Le prime 803 proposte sono state ammesse al finanziamento e per ciascun progetto è stato sottoscritto un accordo di concessione con il soggetto attuatore.
La misura prosegue fuori dal PNRR
Un passaggio rilevante per la gestione degli interventi è arrivato con la revisione del PNRR approvata dal Consiglio dell’Unione europea l’8 dicembre 2023. La misura è stata stralciata dal Piano, ma non soppressa: la gestione è rimasta in capo al Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, mentre il finanziamento è stato trasferito su risorse nazionali.
L’articolo 1, comma 5, lettera e), del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, ha individuato una copertura sostitutiva iniziale di 500 milioni di euro, distribuita tra il 2024 e il 2029. La successiva legge di bilancio per il 2025 ha ridotto di 34,5 milioni di euro il finanziamento complessivo della misura, rimodulando le risorse previste per il 2025, il 2026 e il 2027.
A seguito del cambiamento del quadro finanziario, il Dipartimento ha avviato l’aggiornamento degli accordi di concessione già sottoscritti. Secondo i dati riportati nella documentazione della misura, risultano aggiornati 800 accordi sugli 803 originari.
Monitoraggio attraverso ReGiS
Il monitoraggio dell’avanzamento finanziario, procedurale e fisico degli interventi avviene attraverso ReGiS, il sistema informativo della Ragioneria generale dello Stato utilizzato per il monitoraggio degli investimenti pubblici.
Le nuove linee guida e checklist aggiornano le procedure operative in relazione all’evoluzione della piattaforma e introducono l’utilizzo dei costi unitari standard per il personale socio-sanitario assistenziale. Per gli enti attuatori, il riferimento è quindi la documentazione aggiornata pubblicata nella sezione dedicata ai materiali della misura, da utilizzare nella gestione e nella rendicontazione dei progetti.
Il decreto n. 527/2026 costituisce il riferimento per le nuove indicazioni operative. Il materiale fornito non riporta, tuttavia, una specifica scadenza per l’adeguamento alle nuove linee guida.
Fonte: Giornale dei Comuni



