La Camera dei deputati ha approvato il 14 ottobre, in prima lettura, il disegno di legge sul riconoscimento e la tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari. Introduce una disciplina organica del caregiver familiare, con forme di riconoscimento, misure di sostegno e un contributo economico destinato alle situazioni di maggiore impegno assistenziale.
Il provvedimento aggiorna la definizione di caregiver familiare, finora contenuta nell’articolo 1, comma 255, della legge n. 205/2017. È caregiver la persona maggiorenne che assiste e si prende cura di un figlio, del coniuge, del convivente di fatto o di altri familiari e affini individuati dalla norma, in presenza di specifiche condizioni di disabilità o non autosufficienza della persona assistita.
La novità è la distinzione in quattro profili, individuati in base al tempo dedicato all’assistenza e alla convivenza con la persona assistita:
- Caregiver familiare prevalente: convive con una persona non autosufficiente e presta almeno 91 ore settimanali di assistenza.
- Caregiver familiare convivente: presta almeno 30 ore e meno di 91 ore settimanali.
- Caregiver familiare non convivente: presta almeno 30 ore settimanali.
- Caregiver familiare con carico assistenziale inferiore: convivente o non convivente, presta almeno 10 ore e meno di 30 ore settimanali.
Il disegno di legge affida all’INPS la procedura per il riconoscimento formale del caregiver familiare, attraverso una piattaforma informatica dedicata. Il testo prevede che la piattaforma sia resa disponibile entro il 2 gennaio 2027.
La persona assistita potrà indicare fino a tre caregiver familiari, secondo le condizioni stabilite dalla disciplina. Per i caregiver conviventi e per quelli non conviventi, il riconoscimento sarà collegato all’accertamento del carico di cura e agli strumenti di valutazione e assistenza previsti dalla normativa vigente.
La misura economica è riservata al caregiver familiare prevalente, cioè a chi convive con una persona non autosufficiente e dedica all’assistenza almeno 91 ore alla settimana. Per accedere al contributo sono richiesti anche specifici requisiti reddituali e occupazionali.
In particolare, il caregiver deve non svolgere attività lavorativa oppure percepire da essa un reddito non superiore a 3.000 euro lordi annui. L’ISEE del nucleo familiare non deve superare 25.000 euro. Il beneficio è previsto a partire dal 2027 e il suo importo viene determinato con decreti trimestrali, nel rispetto delle risorse disponibili e di un tetto massimo di 1.200 euro per trimestre.
Il contributo non concorre alla formazione del reddito né al calcolo della componente reddituale dell’ISEE. La disciplina contempla inoltre il caso in cui entrambi i genitori siano riconosciuti caregiver del figlio: in questa situazione il contributo è ripartito in parti uguali.
La copertura finanziaria prevista dal testo ammonta a 1,15 milioni di euro per il 2026, 257 milioni per il 2027 e 260 milioni annui a decorrere dal 2028.
Per gli enti territoriali, l’attuazione della disciplina richiederà particolare attenzione al raccordo tra il riconoscimento formale del caregiver, gli strumenti di valutazione dei bisogni e i progetti individuali di assistenza. I criteri uniformi per attestare il carico assistenziale e le modalità operative saranno determinanti per rendere applicabili le tutele e assicurare una gestione coerente sul territorio nazionale.
Il passaggio al Senato rappresenta ora la prossima tappa dell’iter. Solo al termine dell’esame parlamentare e dopo l’eventuale entrata in vigore della legge sarà possibile definire il quadro operativo definitivo per il riconoscimento dei caregiver e l’accesso ai sostegni previsti.
Fonte: Giornale dei Comuni



